di Giovanna Bassi
Dietista e Counselor
esperta in alimentazione
Giorgio Calabrese in
"L'inganno delle diete" (Piemme), racconta in modo molto chiaro cosa non
funziona nelle diete che hanno furoreggiato sinora (pillole e
integratori compresi), suggerendo alla fine un regime (orribile
vocabolo) equilibrato e salutare.Anche Patrizia Bollo in " Diet - etica" (Salani), fa a
pezzi le diete di moda e sottolinea che il piacere di mettersi a tavola è
una delle poche gioie della vita, per cui, basandosi sulla sua
esperienza di dietologa, propone modi per perdere peso senza deprimersi.
Perchè il peggior
nemico della dieta è la dieta stessa?
Quello che rende fallimentari le diete è che, nella maggior parte dei
casi, si basano tutte sull'idea del controllo, della limitazione e del
sacrificio; di conseguenza, prima o poi, diventano insopportabili
in quanto vanno a interferire pesantemente con la sensazione
fondamentale su cui si basa il nostro rapporto col cibo: il piacere.Secondo la mia esperienza sia
come dietista che come counselor è prioritario trovare un modo di
pensare al cibo che aiuti la persona a predisporre il proprio corpo a
goderne senza compromettere il peso.
Il potere della mente!
Usare la mente
per riuscire a perdere o mantenere il proprio peso è forse uno dei
sistemi talmente semplici da far fatica a credere che funzioni, ma se si
mette in pratica, vi assicuro che è incredibile.
Poche le " regole", ma fondamentali : mangiare quando si ha fame, mangiare quel che si
vuole davvero e non quel che si deve, mangiare lentamente, appoggiare le
posate tra un boccone e l'altro, ascoltare il proprio corpo quando ci
dice che è sazio.
Il corpo è un sistema che in assenza di stimoli esterni tende
all'autoregolazione. Alla base delle scelte alimentari
di ciascuno, e dei problemi alimentari di qualcuno, ci sono sempre dei
meccanismi mentali, degli schemi di funzionamento e la maggior o minor consapevolezza
al riguardo da parte di ogni persona.
Per diventare veramente padroni di noi stessi e delle nostre scelte,
possiamo scegliere di diventare più consapevoli dei meccanismi mentali. Come mai si è inclini a certi comportamenti
alimentari e non ad altri? Quali sono le vere cause di eventuali
rapporti conflittuali col cibo? Cosa bisogna fare per acquisire una
nuova Consapevolezza Alimentare che sia all'altezza del naturale bisogno
primario della persona?
Per rispondere a queste domande e raggiungere l'obiettivo è necessario
comprendere bene lo stretto rapporto che esiste tra l'atto di cibarsi e i
normali meccanismi di funzionamento della mente.Conoscere come funziona la mente e
trovare il nesso fra i suoi meccanismi ed i più svariati comportamenti
alimentari, significa capire meglio se stessi, scoprire che la propria
coscienza può uscire dal ruolo passivo in cui è stata relegata e
trasformarsi da semplice spettatrice in attrice di un grande cambiamento
interiore. Nel fare
ciò può darsi che si debbano fare i conti con un conflitto emozionale di
abbandono o di accettazione nei confronti dei propri genitori che
ancora non è stato risolto, oppure che si debba prendere coscienza di un
conflitto di sopravvivenza che si è subito "dimenticato". Le persone normalmente non sono
consapevoli di quanto si cela dietro il loro attaccamento al cibo.
Alcune di loro si rendono conto che sono completamente "fuori controllo"
nella vita ed il loro rapporto col cibo glielo ricorda costantemente,
ma credono erroneamente di poter risolvere il problema facendo una diete
o saltandoi pasti. Tutti sanno di dover mangiare per
vivere, ma sovente molti si ritrovano a farlo per prucurarsi
esclusivamente piacere o per cercare di sedare uno stato d'ansia, per
trovare un momento di pace fra gli stress della vita quotidiana, oppure
per abitudine, per vincere la depressione, o ancora per non sentire quel
senso di profonda solitudine interiore e impellente desiderio di
accettazione che a volte li pervade. Altri ancora si rendono conto che
mangiare è anche un modo per socializzare e stare insieme. Ma tutte
queste persone, che già hanno una qualche consapevolezza del fatto che
la mente interferisce o interagisce con il cibo, non conoscono ancora le
ragioni profonde del loro senso di solitudine, della loro ansia e
pertanto del loro desiderio profondo di cibo.
Attraverso il
Counseling Alimentare l'individuo acquisirà la possibilità di
comprendere come mai accadono certe cose e come possono avere origine i
problemi di alimentazione a livello mentale, acquisendo quindi una
consapevolezza alimentare infinitamente superiore a quella che
normalmente possedeva ed una chiave d'accesso alla soluzione dei propri
disagi alimentari.I
problemi col cibo sono in aumento nelle popolazioni di tutto il mondo
industrializzato, e persino le cosiddette "normali abitudini alimentari"
possono generare, a breve o a lungo termine, gravi problemi di salute.
La maggior parte
delle persone accusa disagi alimentari non patologici che si manifestano
come pulsioni incontrollate verso gli alimenti apparentemente più
innocenti (dolci, cioccolato, latticini , carni e salumi, prodotti di
pescheria, pane, pasta, pizza, vino, caffè, ecc.) che sono in grado di
determinare infatti le più comuni intolleranze alimentari, un
aggravamento dello stato di salute e del livello energetico delle
persone, stati depressivi o comunque abbassamento della qualità della
vita. A ciò si aggiungono problemi col cibo sempre più complessi e gravi
che portano ad obesità, ad anoressia-bulimia, ad intolleranze
generalizzate che stroncano nell'individuo persino la gioia ed a volte
la speranza di vivere.
La consapevolezza è
"l'alimento" più buono, nutriente e preferito dallo spirito che può
ritornare a prendere in mano le redini della propria vita, servendosi
della mente nel suo agire quotidiano e non subendone i lati oscuri delle
sue modalità di funzionamento.